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Dell’Uomo e della Natura

Basta dare uno sguardo alla “civiltà” attuale per rendersi conto di quanto questa non avrà lunga vita o, per meglio dire, noi non avremo lunga vita in essa. Tutti i valori fondanti le rigogliose società Europee sono ormai un lontano ricordo a causa del degrado sociale imposto dalla tossica marea mediatica controllata dalla società ebraica, associata al controllo governativo che questa stessa ha ottenuto nell’ultimo secolo. Quello che originariamente era identificabile come lo Scopo primario della nostra Esistenza è stato sostituito da falsi idoli, da piccoli e momentanei comfort che adesso appaiono come necessari ed indispensabili nel trascorrere della nostra vita.

 

Quelli che tra noi riescono a vedere questo degrado hanno il dovere di preservare la vita nella sua originaria bellezza, ed essendo l’uomo una creatura mortale l’unica via per perseguire questo scopo è la salvaguardia del nostro futuro, il cui volto è quello dei nostri figli. Loro sono i primi a necessitare di una nostra presa di posizione poiché sono i più deboli. La mente di un bambino è come una piccola pianta, il cui legno verde è estremamente suscettibile alle modificazioni conformazionali, ed una volta che la pianta è cresciuta storta sarà impossibile raddrizzarla. Le aberrazioni culturali portano non soltanto al mero imbastardimento della nostra stessa etnia, ma mirano a rendere i nostri figli un bersaglio facile di violenze e soprusi provenienti da qualsivoglia origine.

Dobbiamo guardarci alle spalle per capire quello che siamo. Il genere umano è in continuo divenire e per sua natura può essere identificato come un iter evolutivo. Questa deduzione nasce dalla semplice analisi in piccolo della vita in se. La vita è un percorso che ha senso solo quando si ha chiara la sua origine (l’identificazione di un nucleo d’origine, nello specifico quello familiare) e la sua destinazione (la consapevolezza della morte che viene controbilanciata dall’atavico richiamo alla procreazione). Traslocando questa visione all’esistenza dell’uomo Europeo attuale non possiamo che sentirci in colpa per quanto lontani siano ormai i concetti elementari che i nostri padri, ed i padri dei nostri padri ci hanno tramandato. Ne è una riprova il fatto che dal 2000 al 2005 l’Asia ha riportato un tasso di crescita demografica di 237,771 milioni, l’Africa di 92,293 milioni, l’America Latina di 38,052 milioni, il Nord America di 16,241 milioni, l’Oceania di 1,955 milioni, mentre l’Europa è l’unica ad avere un tasso di crescita demografico in negativo (-3,264 milioni), e questo numero è comprensivo dei non-Europei con cittadinanza Europea. Riflettendo su questi numeri utilizzando come riferimento il principio base del metodo scientifico moderno, ovvero la Novacula Occami (meglio nota come Rasoio di Occam: «A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire») è plausibile dedurre semplicemente che una parte degli Europei ha perso l’istinto della procreazione. Su questo si può speculare all’infinito, ma di base è certo che qualche evento ha scaturito questa discesa della procreazione nella scala dei valori. In natura è noto come le variazioni nell’habitat naturale di una specie possano influire sul relativo comportamento sociale, e tali modifiche arrivano fino alla soppressione o all’assopimento della natura procreativa che giace all’interno di ogni creatura. Introdurre nuove specie o sottospecie si è spesso dimostrato dannoso tanto quanto la distruzione dell’habitat naturale in se.

Volendo addentrarci ancora meglio in quest’ottica bisogna ricordare che la razza Umana è di per se una razza “sociale”, in quanto è nella natura di ogni uomo aggregarsi in gruppi, ed all’interno di questi sovente emergono gli elementi più “meritevoli” il cui ruolo all’interno del “branco” sarà soverchiante. Questa presa di potere solitamente avviene per la legge del più forte, dove ognuno ha il diritto di sfidare il depositario della carica per poter a sua volta divenire il punto di riferimento primario. La prima delle prerogative per essere un Leader è quella di preservare il proprio branco, essere il primo a scendere in battaglia e l’ultimo a ritirarsi. Essere un Leader comporta delle Responsabilità, termine che ormai ha perso il suo significato. O meglio, viene dato a questo un valore “filosofico”, e comunemente un concetto etichettato come tale può non essere preso in considerazione nel pragmatismo della vita quotidiana. Cito: Il termine responsabilità deriva dal latino respònsus, participio passato del verbo respòndere, rispondere cioè, in un significato filosofico generale, impegnarsi a rispondere, a qualcuno o a se stessi, delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano. “Rispondere delle proprie azioni a qualcuno o a se stessi”, ed allo stato attuale è chiaro come questo “qualcuno” sia autonomamente scelto da coloro che rappresentano le nostre comunità, indipendentemente dal numero e dall’entità dei questuanti. Spesso mi capita di dire “le cose non sono mai soltanto in un modo”, e sono sicuro che questo sia uno dei casi. Non si può dire che questi Leader non prendano a cuore il loro branco, ma è chiaro che come questi abbiano dei preferiti, dei pupilli, dei soggetti da difendere e preservare SOPRA tutti gli altri. La scelta di questi individui non viene fatta in maniera autonoma, ma viene imposta dalle condizioni ambientali. In questo scenario vediamo dunque come l’introduzione o rimozione viziosa di uno o più elementi possa stravolgere la società in questione, facendo perdere l’orientamento comunitario e costringendo gli individui ad adattarsi alle nuove condizioni imposte, e per quanto questi adattamenti possano essere migliaia in quanto risultato della immensa diversità interpersonale negli individui di uno stesso gruppo/etnia, saranno sicuramente di altra natura in gruppo in cui ci sarà un ente, fisico o meno, adibito a creare pensieri e mode, a sviluppare identità ed a creare modelli. I soggetti verranno in questo caso indottrinati e seguiranno pedissequamente le orme tracciate per loro da qualcun altro. Ovviamente ci saranno anche qui molti sentieri, ma quelli calcati da più orme sembreranno meno irti di pericoli, questo grazie all’innata fiducia che un uomo può avere nel suo simile, concetto questo che vede il suo risvolto nel naturale senso di sfiducia che un uomo prova nei confronti di un dissimile. Sono entrambi percorsi naturali ma, se anche qui viene disegnato viziosamente da entità aliene un sentiero, questo verrà percorso da migliaia di uomini che si daranno forza e voce l’un l’altro nell’affermare la sacralità della scelta che hanno preso. Per comprendere come realmente vada evolvendosi una realtà sociale è indispensabile guardarsi alle spalle per trovare conforto e forza in quelli che prima di noi hanno sentito e provato un forte legame con la loro natura originaria, con il loro istinto. Ed è proprio l’istinto il primo a perire sotto il feroce lavaggio del cervello che subiscono quotidianamente migliaia di Europei di qualsiasi età, e la sua scomparsa silenziosa lascia spazio alle alterità che hanno imposto il loro percorso sociale, le quali continueranno strenuamente a fortificare questo sentiero. Lo marcheranno in profondità, lo batteranno e lo illumineranno così che siano sempre più quelli invogliati a percorrerlo finché basterà semplicemente far credere alla comunità di essere “libera” di scegliere, ma sappiamo che la grande maggioranza è portata a scegliere la comodità, l’idea di sicurezza e di benessere inconsistenti, di vita eterna ed eterna giovinezza, di miracoli tecnologici e scenografici. Ed in quel contesto ogni altro sentiero potrà essere spazzato via, potranno esserne cancellate le tracce senza che coloro che se ne curino possano rivendicarlo, ma malgrado ciò ci saranno sempre dei fieri Europei che si rifiuteranno di tenere una condotta scaturita da un processo esistenziale dettato astiosamente da queste entità estere ed esterofile. E’ in questi Europei che vive ancora il fuoco che ardeva dentro i nostri padri, fuoco che li rende di diritto sia figli che padri della nostra eterna Europa.

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The Dark Face of Immigration

For years now the reality that looms fierce and feral on our country and on our Europe, is hidden, mystified and censored by the mainstream media. The facts, as we are served up, show the “immigrant labor” as a valuable asset for Italy, as something essential that we not only must accept, but also protect. The result of this campaign pro-otherness has paid off, and it would be fair to analyze with the appropriate optical neutrality, devoid of filters and screens imposed by the “politically correct” that has polluted the mind and spirit of millions of Europeans. The data reported by the Dossier on Immigration 2011 in Italy confront us in alarming numbers. In 2010 were spent between 34 and 52 billion EUR for immigrants, offset by 3.3 billion paid into state coffers by these immigrants. These costs are certainly a surplus for any country prosperous and active, but they are even heavier in a country where poverty and recession have led to suicide many Italian entrepreneurs, as well as led to emigration of our own countrymen causing yet another social and economic damage. Let me be clear, these expenses are to be considered as specific and justified in detail by the Bank of Italy and do not take into account the damage caused by these same foreign entities in our country in terms of exploitation of prostitution, drug trafficking, weapons and whatever. In this regard, I feel obliged to make a note; though it is true that the three pillars of the European community have been abolished by the Lisbon Treaty of 2009 is considered indecent policy adopted by states like Austria, which simply echoes back illegals of any ethnicity from Italian soil (land of passage obliged for purely geographical issues), thus contributing to the worsening of the problem that is devouring us from within. Comparing the situation in 2012/2013 and actually taking into account the costs of this “pleasure” of having strangers in the house the figures are around € 100 billion per year, a figure that cancels plenty of 29
billion euro as currency brought in from Italy tourism in 2010. Free thinkers who over the years have taken the trouble to inform and communicate with the rest of the population about the events have been accused of racism, and in some cases marked as “anti-Semites”. This happens even when we face the image of a nigger Minister for Integration that even just refuses to shake hands with the leader of the Northern League (Lega Nord) in the City of Milan.

Bad was the decision to create a ministry based on a sociological process, as well bad was the choice to put at the head a Congolese whose interest is to make illegal immigration a status that requires protection, such as the panda for WWF, leaving us helpless to assist in a process that leads directly from the decriminalization to a privileged status.Italians in particular should be outraged by this sort of “nigger claim” and anti-white policy that is bringing all sorts of advantage to immigrant populations, while the natives remain in misery. We should not forget the words of Mohamed Ben Brahim Boukharouba, better known by the name of Houari Boumedienne, who in 1974 said: “One day, millions of men will leave the Southern Hemisphere to go to the Northern Hemisphere. And they will not go there as friends. Because they will go there to conquer it. And they will conquer it with their sons. The wombs of our women will give us victory”. Very strong words, but just as current and relevant and I challenge anyone to prove otherwise. What happens every day in Sweden, Italy, France and England is a clear proof. I know immigrants who have obtained Italian citizenship despite being UNABLE to utter any word in Italian, as I know others who do not know any historical event related not only to the city in which they live, but also to Italy in its entirety.

Costs of immigration, referring to 2010. (Source: Bank of Italy)
For more information I find very interesting this page.

 

Item of Spenditure Estimated expenditure in billions of Euros
Health spending 10 – 12
School spending 5 – 6
Spending of Commons 0.5 – 1
Housing spending 5 – 10
Expenditure in prison and courts 3 – 4
Hospitality-Expulsions 0,5 – 1
Political refugees 2
Miscellaneous expenses 2 – 4
Remittances abroad 6 – 12
Total Expenses 34 – 52

 

Intake Estimated expenditure in billions of Euros
Irpef tax employees 1,8
Irpef tax self-employed 0,3
Irpef tax contract-workers 0,1
Iva 1,0
Taxes residence permits and citizenship 0,1
Total Revenue 3,3

L’Oscuro Volto dell’Immigrazione

Ormai da anni la realtà che incombe feroce e ferina sul nostro Paese e sulla nostra Europa, viene nascosta, mistificata e censurata dai principali mezzi di comunicazione. I fatti, per come ci vengono propinati, mostrano la “forza lavoro immigrante” come un bene prezioso per l’Italia, come un qualcosa di indispensabile che dobbiamo non soltanto accettare, ma anche proteggere. Il risultato di questa campagna pro-alterità ha dato i suoi frutti, che sarebbe giusto analizzare con l’appropriata ottica neutrale, priva dei filtri e degli schermi imposti dal “politically correct” che ha inquinato la mente e lo spirito di milioni di Europei.
I dati riportati dal Dossier 2011 sull’Immigrazione in Italia ci mettono di fronte a dei numeri allarmanti. Nel 2010 sono stati spesi al netto tra i 34 ed i 52 miliardi di euro per gli immigrati, controbilanciati dai 3.3 miliardi versati nelle casse dello stato dai suddetti extracomunitari. Tali spese sono sicuramente un esubero per qualsiasi paese prospero ed in attivo, ma sono ancor più pesanti in una nazione in cui povertà e recessione hanno portato al suicidio molti imprenditori Italiani, così come hanno portato all’emigrazione dei nostri stessi concittadini causando un ennesimo danno socioeconomico. Sia chiaro, le suddette spese sono da considerarsi come specifiche e giustificate nel dettaglio da parte della Banca d’Italia e non tengono conto dei danni causati da queste stesse entità estere nel nostro paese nei termini di sfruttamento della prostituzione, traffico di droga, armi e quant’altro. A tal proposito ritengo doveroso fare un appunto; per quanto sia vero che i tre pilastri della comunità europea siano stati aboliti col Trattato di Lisbona del 2009 è da considerarsi indecente la politica adottata da stati come l’Austria che si limita a rimandare indietro i clandestini di qualsiasi etnia provenienti dal suolo Italiano (terra di passaggio obbligata per questioni meramente geografiche), contribuendo così all’aggravarsi della problematica che ci stà divorando dall’interno. Rapportando la situazione al 2012/2013 e tenendo effettivamente conto dei costi di questo “piacere” di avere stranieri in casa le cifre si aggirano attorno ai 100 miliardi di euro annui, cifra che annulla abbondantemente i 29 miliardi di euro portati come valuta in Italia dal turismo nel 2010.
I liberi pensatori che negli anni si sono presi la briga di informare e di comunicare con il resto della popolazione in merito agli accadimenti sono stati accusati di razzismo, e marchiati in alcuni casi come “antisemiti”. Ciò accade anche quando abbiamo di fronte agli occhi l’immagine di un Ministro per l’Integrazione di colore che si rifiuta anche soltanto di stringere la mano al capogruppo della Lega Nord al Comune di Milano.

Pessima è stata la scelta di creare un ministero basato su un processo sociologico, così come pessima la scelta di mettervi a capo una Congalese che ha come interesse quello di rendere la clandestinità uno status che richieda protezione, come i panda per il WWF, lasciandoci impotenti nell’assistere ad un processo che dalla decriminalizzazione porta direttamente ad una condizione privilegiata.
Noi Italiani in particolar modo dovremmo sentirci oltraggiati da questa sorta di “rivendicazione negra” e di politica anti-bianca che sta portando ogni sorta di vantaggio alle popolazioni immigrate, per lasciare nella disperazione gli autoctoni.
Non andrebbero dimenticate le parole di Mohamed Ben Brahim Boukharouba, meglio conosciuto col nome di Houari Boumedienne, che nel 1974 disse: «Un giorno milioni di uomini dell’emisfero meridionale andranno nell’emisfero settentrionale. E non ci andranno come amici. Perché ci andranno per conquistarlo. E lo conquisteranno con i loro figli. I ventri delle nostre donne ci daranno la vittoria». Parole decisamente forti, ma altrettanto attuali e calzanti, e sfido chiunque a provare il contrario. Quanto accade quotidianamente in Svezia, Italia, Francia ed Inghilterra ne è la riprova palese. Conosco extracomunitari che hanno ottenuto la cittadinanza Italiana malgrado siano INCAPACI di proferire qualsiasi parola in italiano, così come ne conosco altri che ignorano qualsiasi evento storico relativo non soltanto alla città in cui vivono, ma anche all’Italia nella sua interezza.

Costi dell’immigrazione, facenti riferimento al 2010. (fonti: Banca d’Italia)
Per ulteriori informazioni trovo molto interessante questa pagina.

Voce di spesa Spesa stimata in miliardi di Euro
Spesa sanitaria 10 – 12
Spesa scolastica 5 – 6
Spese dei Comuni 0.5 – 1
Spese per la casa 5 – 10
Spese per carceri e tribunali 3 – 4
Accoglienza-espulsioni 0,5 – 1
Rifugiati politici 2
Spese varie 2 – 4
Rimesse all’estero 6 – 12
Totale spese 34 – 52

 

Voce di entrata Entrata stimata in miliardi di Euro
Irpef lavoratori dipendenti 1,8
Irpef lavoratori autonomi 0,3
Irpef lavoratori parasubordinati 0,1
Iva 1,0
Tasse permessi di soggiorno e cittadinanza 0,1
Totale entrate 3,3
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