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Perchè non possiamo non dirci Pagani

di Alfonso Piscitelli

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Noi europei non abbiamo alcun bisogno di tornare al paganesimo: non lo abbiamo mai abbandonato nel profondo dell’anima. La struttura psichica dei “gentili” è naturalmente pagana, sarebbe una grave perversione se cessasse di essere tale. Il cristianesimo diffondendosi nelle quattro aree dell’Europa antica (la greca, la romana, la celtica, la germanica) ha annacquato la sua originaria radice monoteistica. Il cattolicesimo mediterraneo era nella realtà un politeismo lunare incentrato sul culto di tre grandi Dei distinti: Dio Padre (Deus Pater= Zeus), Dio Figlio (generalmente descritto con tratti dionisiaci) e una grande Dea Madre (la Madonna = la Signora). Il cristianesimo europeo ha trasgredito il divieto ebraico di venerare le immagini (un divieto ancora oggi rigorosamente osservato dagli islamici). Da questa trasgressione nasce la grande arte cristiana. A partire dal romanticismo, i poeti germanici hanno cancellato la maledizione biblica che gravava sulla Natura. La psicologia contemporanea ha riscoperto gli Dei sotto forma di archetipi psicologici. L’attitudine moderna allo sport, il diffondersi di palestre hanno recuperato sia pur in forma materializzata l’aspirazione classica al corpo sano.
Sbagliano pertanto coloro che vogliono incatenare l’anima dell’Europa ad un destino abramitico. La nostra anima nel profondo non ha mai smesso di dirsi pagana; basta solo ascoltarla con attenzione per capirlo. Il “nuovo paganesimo” non è affatto un concetto stravagante o qualcosa di intellettuale costruito a tavolino; è semplicemente un atto di auto-consapevolezza: una presa di coscienza della nostra natura e di ciò che è estraneo (e dannoso) ad essa.
E’ vero che il cristianesimo è stato grecizzato nella sua teologia, romanizzato nella sua struttura gerarchica, celtizzato nelle sue sfumature esoteriche (il Graal), germanizzato nelle sue attitudini crociate e cavalleresche; ma è anche vero che sotto tutti questi vestimenti europei il cristianesimo rimane una forma messianica di giudaismo.
Non v’è cosa più illogica di un “antisemita cattolico”.
Perché il cattolicesimo, più in generale il cristianesimo, è il giudaismo messianico divulgato ai popoli. Cosa leggono i cristiani come libro sacro? La Bibbia, ovvero la Torah più altri scritti giudaici. Nella Bibbia la collettività dei cristiani è orgogliosamente definita come “l’Israele di Dio”. La Bibbia si conclude con una esecrazione di Roma “la Grande Meretrice” e con la profezia dell’avvento del paradiso: la “Gerusalemme celeste”! Quanti patologici antisemiti vedono la mano ebraica su ogni male del mondo e poi con assoluta indifferenza professano il cristianesimo, ovvero la versione messianica del giudaismo?Guardate sulla testa dei vescovi ai quali i cristiani baciano le mani: cosa portano? Che cos’è quel curioso dischetto? Ovvio, è la kippah ebraica: con ciò i successori degli apostoli si qualificano come rabbini. E del resto tutti i fedeli ogni Domenica ripetono in coro Alleluia(hve), esclamazione ebraica che suona: sia glorificato Jahve. Arriviamo così al nodo di quella fissazione patologica che è l’antisemitismo (ovvero la credenza maniacale che dietro ogni male del mondo vi siano gli ebrei): l’antisemitismo è espressione della lacerazione dell’anima europea, che da una parte accetta il cristianesimo e lo stravolge secondo le proprie tendenze, dall’altra parte avverte che in fondo al cristianesimo vi è qualcosa di irriducibile e di inassimilabile: la radice semita.
Vi sono cose che non si possono imporre. Tu non puoi imporre al rabbino capo di venerare la Dea Afrodite, non puoi cambiare nome a Gerusalemme (come fecero i Flavi che la trasformarono in Helia Capitolina!). Allo stesso modo non si può pretendere che un Europeo d.o.c. si semitizzi. Per porre fine alla triste lacerazione dell’anima europea e per combattere la patologia dell’antisemitismo noi proponiamo uno schietto “non semitismo”: vale a dire il riconoscimento del fatto che allo spirito europeo non si addice una religione di origine giudaico-messianica esattamente come non si addice al rabbino capo di Gerusalemme ricercare le radici della propria fede in Omero, nel concetto romano del Pantheon, nel Libro Egizio dei Morti.
La verità è che il cristianesimo dei nostri tempi da un lato sta riscoprendo la sua autentica radice ebraica e si sta liberando di ogni sovrastruttura greco-romana, dall’altro sta spostando il suo baricentro fuori dall’Europa. In Europa non si fanno più preti. E senza preti chiaramente una religione non può sopravvivere.

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Non a caso le Chiese stanno patrocinando il progetto di spostare in Europa milioni e milioni di africani, amerindi, asiatici. Per avere un prete in più in seminario, ma anche per modificare lo psichismo della civiltà europea con l’afflusso di popoli più docili alle carezze dei monsignori. Di fronte a questo movimento di popoli è naturale, per un ovvio principio di azione e reazione, che si ingeneri un movimento di ripaganizzazione dei popoli europei. Ciò che era inconscio deve ritornare ad essere cosciente. Nelle buone famiglie europee per duemila anni si sono educati i bambini con una saggia miscela di stoicismo e di epicureismo. Lo stoicismo: la convinzione che bisogna affrontare con virilità, con dignità i momenti difficili che ogni vita inevitabilmente comporta. L’epicureismo: la convinzione che anche la vita più seria debba essere condita e addolcita da una giusta dose di piacere. I riti pagani si sono interrotti in Europa, ma lo spirito pagano sotto molti aspetti è continuato. Ininterrottamente.
Giacché essere Pagano oggi è, a mio avviso, voler superare sia il dualismo delle religioni monoteiste rivelate – che chiamerò per comodità religioni abramiche (Giudaismo, Cristianesimo Islam) – sia il nichilismo, tipico di una modernità singolarmente distruttiva. Non intendo in nessun modo rappresentare la totalità della corrente neo-pagana contemporanea. Del resto, sono profondamente convinto che esistano tanti approcci al paganesimo quanti sono i Pagani. E questo non è forse nella natura delle cose, dal momento che il tratto caratteristico dei differenti Paganesimi, vecchi o nuovi, europei o no, consiste precisamente in quest’esaltazione dell’infinita pluralità del reale? Ma vediamo che cos’è in realtà quello che viene chiamato Paganesimo.Il termine si può prestare a confusioni e malintesi, tanto più che esso è stato forgiato dai suoi avversari. Sono infatti i Cristiani che, nel corso del III e del IV secolo, hanno fatto della parola latina paganus (contadino) una sorta d’insulto.I Pagani erano allora presentati come degli zoticoni, degli antiquati che rifiutavano – sfrontati! – di convertirsi alla vera fede, quella del Cristo. Il Paganesimo che io difendo è agli antipodi della discutibile esaltazione di chissà quale barbarie o quale culto della forza bruta. Se i Pagani hanno sempre reso omaggi alle forze presenti nell’universo, non si tratta per noi Politeisti, né di un culto della violenza e tantomeno d’idolatria.Quanto alla presunta rozzezza dei Pagani, mi limiterò a ricordare che da millenni questi ultimi hanno sviluppato metafisiche estremamente raffinate (si pensi ai Presocratici greci alle Upanishad dell’India, alle scuole platoniche, pitagoriche o ermetiche…) e mitologie sontuose. Se dovessi definire rapidamente il Paganesimo in quanto coerente visione del mondo, direi che esso è fedeltà alla stirpe – considerata nel quadro di una memoria millenari che ci unisce ai nostri antenati lontani, radicamento in un territorio (termine da prendere lato senso) e apertura all’infinito. Potrei ugualmente parlare di partecipazione attiva al mondo, d’equilibrio ricercato fra microcosmo e macro cosmo. È religione naturale, la religione della natura e dei suoi cicli, la più antica del mondo perché “nata” – ammesso e non concesso che il mondo sia mai nato – con lui.

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Quello che più spesso si rimprovera ai Pagani, antichi e moderni, è il passatismo. Questo rimprovero – di non essere “nel senso della storia” – è del tutto insensato, dal momento che il Paganesimo non ha una visione lineare del tempo, un tempo visto come avanzata costante verso il Progresso (la Parusìa) a partire da un momento ben definito. Questa concezione segmentata e lineare del tempo c’è estranea.Noi Pagani concepiamo il tempo come ciclico, proprio come i cicli cosmici (quello solare, per esempio, con equinozi e solstizi). In realtà il Paganesimo è una religione dell’anno, e dunque della verità. Il tempo dei Pagani è quello dell’Eterno Ritorno, simile alla grande Ruota che gira e gira senza posa.Noi non crediamo né alla creazione né alla fine del mondo. Per noi, non ci sarà apocalisse, bensì innumerevoli fini di cicli, eternamente ricominciati. Una successione senza inizio né fine di nascite, crescite e declini, di crepuscoli seguiti da rinnovamenti, di cataclismi seguiti da rinascite, in seno a un Ordine (in greco: kosmos) intemporale, in cui uomini e Dei, mortali e Immortali, hanno il loro posto e la loro funzione.Il mito del Progresso non ci appartiene. Noi non crediamo al senso della storia, alla “fine” del Paganesimo, alla “morte” degli Dèi. Di conseguenza, il rimprovero di adorare divinità morte ci lascia indifferenti.I nostri Dei, le nostre Dee non sono morti, per la semplice ragione che non sono mai nati. Il Paganesimo non è mai potuto morire: perché, a immagine e somiglianza delle innumerevoli divinità che popolano i suoi innumerevoli pantheon, esso non è mai nato. Se le sue forme antiche (liturgie, templi…) hanno ceduto il passo ad altre che pure vi si sono largamente ispirate, tuttavia restano gli archetipi, che sono essi stessi eterni. Per meglio comprendere questa visione pagana del mondo, è indispensabile superare i blocchi mentali che il cristianesimo, che fa da schermo fra gli Dei greci e noi,ci ha imposto in maniera insidiosa un certo modo di pensare la religione. Dapprima inoculandoci il virus dell’interiorità: in base al quale la religione è inseparabile da una relazione personale col Dio, che l’unico contatto possibile con la divinità deve avvenire attraverso un soggetto individuale – un Io che apprenderebbe il sacro grazie a una sorta di protesi dell’anima, l’anima inquieta e pavida delle civiltà malate. Altro male, non meno virulento: che il sentimento religioso nascerebbe da un bisogno di salvezza che va di pari passo con la trascendenza: che la finalità degli Dèi consiste nel liberare gli uomini da questo mondo, nel farli salire accanto a sé, nello strapparli a una natura dalla quale sono essi stessi totalmente disgiunti. Con la sua angoscia di salvezza, le sue gioie segrete di anima peccatrice, il cristianesimo è soprattutto un ostacolo epistemologico: una malattia, uno stato di languore al quale bisogna strapparsi e dal quale bisogna guarire.

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Il Paganesimo è soprattutto una conversione dello sguardo, quello che si rivolge su di un universo del quale noi siamo, insieme alle Dee e agli Dèi, una parte integrante. Per meglio assimilare questa visione pagana, questo sguardo pagano, dobbiamo liberarci dal modello del “credente” delle religioni abramiche. Questo termine è realmente privo di senso per un Pagano: egli non crede, aderisce. Allo stesso modo, egli non si converte ad un’altra religione, che sarebbe l’unica vera (e che negherebbe ipso facto tutte le altre perché false, barbare o rozze). Semplicemente, il Pagano ridiviene quello che è sempre stato, perché l’anima è naturalmente pagana. Anima naturaliter pagana.Liberarsi, dicevo, dal modello del credente. Uno che crede di potersi assicurare la salvezza individuale ed eterna quaggiù e nell’aldilà, in seno ad una Chiesa che, di fronte agli “infedeli” e ad altri eretici, deterrebbe essa sola il monopolio del Vero e del Bene, e che sarebbe l’unica abilitata a conferire al credente i sacramenti che fanno di lui un “fedele” in opposizione agli infedeli”, gli altri.La nostra visione non è dualista, e noi respingiamo come prive di senso le opposizioni artificiali fra Dio creatore e creature, cielo e terra, anima e corpo, credenti e non credenti, ortodossi ed eretici etc. Il Paganesimo è olistico, non dualista, e il nostro cammino è soprattutto ricerca di legami più che di rotture. Ancora una volta, noi non neghiamo l’esistenza, nel Paganesimo antico, di correnti dualiste, alle quali però non facciamo riferimento.Gli Dei e le Dee del Paganesimo non sono né unici né onniscienti. Essi non hanno creato questo mondo, ma sono nati in esso e attraverso esso. A mano a mano che l’universo, ciclo dopo ciclo, si organizzava a partire da entità primordiali (Urano e Gaia, per esempio), essi sono scaturiti per generazioni successive. I nostri Dei non sono persone, con le quali stabilire relazioni personali, ma Potenze. Essi incarnano la pienezza dei valori positivi: bellezza, splendore, forza, giovinezza…Nel Paganesimo, esiste una comunità d’uomini e Dei, di mortali e Immortali.Gli Dèi non sono dunque creatori del mondo ex nihilo: come creare qualcosa a partire dal nulla? Essi sono emanazioni del mondo, nel quale si manifestano. Questo concetto di manifestazione è fondamentale nella nostra religione naturale, e si oppone a quello di rivelazione, che per definizione è soprannaturale. Allo stesso modo, noi ignoriamo dogmi e profeti, papi e curati, ortodossi ed eretici, sette e guru.Il Pagano è nel mondo, che si sforza, in tutta umiltà, di decifrare per meglio cogliere le innumerevoli manifestazioni del divino. Il Paganesimo non lascia mai che l’uomo si ripieghi su se stesso, sotto il peso del peccato originale. Al contrario, essere pagano consiste precisamente nell’aprirsi all’esperienza del mondo. Vorrei soffermarmi per un momento sull’importanza dello sguardo, che i Greci chiamavano theorìa, osservazione delle manifestazioni del divino. Essa ci riporta all’antica concezione dell’èn tò pàn, che si ritrova sia presso i Presocratici che nelle Upanishad: la dottrina non dualista dell’unità. In questa visione, il mondo non è visto come intimamente malvagio (“Il quaggiù”, termine quasi peggiorativo in francese), incline al peccato, valle di lacrime da attraversare in tutta fretta prima di potere accedere ad un qualche ipotetico “retromondo”. Non bisogna fuggire il mondo, ma affrontarlo, senza Illusioni né speranze di salvezza.C’è dunque una reale accettazione del mondo, con tutte le sue infinite imperfezioni, ma considerato pur sempre come manifestazione del genio divino. La sua contemplazione attiva non può che rafforzare il nostro sentimento d’identità col grande Tutto. Queste concezioni intimamente pagane sono sopravvissute in seno alla cristianità europea.
Il Paganesimo ignora dogmi e catechismi. Nessun libro sacro ci prescrive in modo autoritario quello che dovremmo “credere”. La nostra libertà di pensiero resta intatta. Soltanto, il nostro compito consiste nell’onorare Dei e Dee per mezzo di riti, giacché il Paganesimo è una religione d’opere più che di fede. Si tratta, è vero, di una religione vissuta nei gesti: il saluto al Sole e alla Luna, i solstizi e gli equinozi, l’offerta di un grano d’incenso o di qualche fiore…Si pensi con attenzione quanto ci sia di degenerativo nelle accezioni moderne di: “fato”, “fatale” e “fatalismo”. Anteponiamo quindi l’antica concezione di tali parole: il “fato” è la «legge dello sviluppo del mondo», una legge «piena di senso e come procedente da una volontà intelligente, soprattutto da quella delle potenze olimpiche» (e non cieca, irrazionale e automatica come nel senso moderno). Il fatum romano rimanda alla concezione del mondo come cosmos e ordine, e a quella della storia come sviluppo di cause ed eventi, i quali riflettono significati superiori. Proprio a tutto ciò si rivolgeva il significato di fatum. L’espressione deriva dal verbo fari (da cui discende anche fas, il diritto come legge divina), ed allude pertanto alla «parola». La parola «rivelata», quella della divinità olimpica che fa conoscere la giusta norma – fas – e allo stesso tempo annuncia ciò che sta per avvenire. L’idea di fatum non annullava per questo la libertà umana: il pagano si cura pertanto di formare la sua azione e la sua vita in modo che esse continuassero l’ordine generale, ne fossero in un certo senso il prolungamento ed uno sviluppo ulteriore. Egli pertanto cercava, e cerca di presentire la direzione delle forze divine nella storia, così da potervi connettere in modo opportuno l’azione, da armonizzarla con essa, rendendola massimamente efficace e carica di significato. Ciò consegna alla magia del rito un’importanza molto rilevante: le peggiori sciagure per il pagano nascono dall’aver trascurato gli auspici, dall’aver agito disordinatamente e arbitrariamente, rompendo i contatti con il mondo superiore, il mondo dell’invisibile.Gli Dèi sono Potenze, mai particolari in sé – si tratta sempre dell’Essere del mondo tutto intero, nella manifestazione che gli è propria. Gli Dei non sono onnipotenti, per quanto siano simboli di pienezza. Essi non possono tutto, perché la loro potenza è limitata dal Destino – Virgilio lo chiamava “inexorabile Fatum”. Esiste dunque un limite impossibile da superare. Presso i Greci sono le Moire, presso i Romani le Parche, presso gli Scandinavi, le Norne – che filano il destino proprio a ciascuno. Queste potenze impersonali e inflessibili sono l’Ordine inviolabile del mondo.Il senso del Tragico consiste appunto nell’accettazione del Destino: amor Fati. Esso è, del pari, coscienza acuta dei propri limiti e lucido rifiuto di ogni consolazione, considerata cosa indegna di un uomo libero. Il Paganesimo è una religione non del peccato, ma dell’errore. L’errore supremo è quello che i Greci, nostri maestri, chiamavano hybris: la mancanza di moderazione, dettata dall’orgoglio, che spinge l’uomo accecato a scagliarsi contro l’ordine cosmico. Il più terribile esempio di hybris contemporanea è dato dai totalitarismi moderni, i quali, a furia di voler “cambiare l’uomo” in realtà lo avviliscono.Il Paganesimo non postula alcun riscatto. Si tratta, è vero, di una religiosità di questo mondo, una religiosità dell’immanenza: il mondo è sacralizzato. Il Paganesimo non è una religione del terrore, del disprezzo di sé, bensì della piena salute, fisica e psichica.

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Il Paganesimo non è una religione di salvezza (anche se certi culti misterici che assicurano la salvezza agli adepti vi trovano un posto): si tratta invece di una religione terrena, mirante ad assicurare la pienezza ottimale in questo mondo, hic et nunc. Vi si cercherà invano la minima ossessione dell’aldilà. La morte non vi è considerata come elemento centrale. La morte è una tappa nel processo eterno di trasmissione: “la Ruota gira” e la danza degli elementi continua, senza inizio né fine. Alla domanda angosciosa “che c’è dopo la morte?”, noi aggiungeremo l’altra – “e prima della nascita?”. Per noi, i cicli sono cominciati ben prima della nostra nascita e continueranno ancora per molto dopo la nostra scomparsa.

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Ci concederanno l’ora d’aria?

Articolo di Gabriele Adinolfi.

In Grecia una forza politicamente scorretta conta 18 deputati, è terza nei sondaggi, non si riesce a contenere. Nessun problema: la si scioglie per legge arrestando tutti i dirigenti.
In Italia un industriale non è disposto a fare pubblicità per i matrimoni gay? Nessun problema: si boicottano i suoi prodotti in attesa che la legge contro l’omofobia vieti a chiunque di esprimere anche solo un parere contrario all’adozione dei bambini da parte di coppie omosessuali.

In Italia
Sempre in Italia, dove con la collaborazione della Bce si è fatto un colpo di Stato mediante la manipolazione dello spread e le ingerenze delle agenzie di rating, si mette fuorilegge il capo della coalizione populista mentre si strangolano le sue imprese per impedirgli di agire.
In Italia, come in gran parte d’Europa, si sta scrivendo una legge sulla storia. Una legge che, prevedendo condanne pesantissime, vieta a chiunque di indagare sulla fondatezza anche solo parziale dell’Olocausto e che, guarda guarda, si estende talmente da minacciare di arresto e di condanna chiunque esalti un semplice fatto di guerra commesso dalla “parte sbagliata”.
Insomma anche chi si permetta di andare in visita a El Alamein o di commemorare le vittime di un bombardamento angloamericano. E, perché no, quelle delle foibe.
Sempre in Italia si chiudono d’arbitrio le curve di calcio per punire indiscriminatamente le tifoserie per eventuali cori di qualcuno giudicati razzisti.

In Europa
In tutta Europa, dove ormai è vietato fumare e mangiare in modo non insipido né asettico, è proibito anche solo pretendere di battere sovranamente moneta, di difendere lingua, identità e cultura.
L’Ungheria che va controcorrente ha una stampa occidentale che la tratta molto peggio dei pedofili. I quali, del resto, da tempo non sono inquietati.

In Italia
In Italia i diktat politicamente corretti vengono particolarmente accentuati da un’allegra coppia femminile. Da una parte abbiamo la ministra dell’integrazione, Kyenge, che anziché trattarci con educazione e con modestia come avviene da che mondo e mondo da parte di chi è cittadino acquisito di una nazione che si ritiene ami e rispetti, passa invece il suo tempo a dare pagelle agli italiani, bocciandoli quasi regolarmente sui suoi metri di giudizio.
Vuole cambiarci la ministra. E lo stesso fa la presidentessa della Camera. Che, quando riesce a trovare un minuto tra una segnalazione e l’altra alla polizia postale degli utenti di facebook che lei ritiene si debbano reprimere per le loro opinioni scorrette, ci spiega come si deve vivere in famiglia, come le donne devono evitare di servire a tavola (a lei non deve costare molto perché quando non è al ristorante userà la servitù) e soprattutto come siamo arretrati rispetto agli inglesi.
Cambiate, italiani, cambiate. Per amore o per forza.
La memoria torna al proclama che accompagnò lo sbarco del liberale Dom Pedro nel Portogallo “oscurantista” del 1832: “Portoghesi non costringetemi a liberarvi con la forza!”
Italiani, Europei: cambiate tutti e subito, altrimenti, ci dicono questi qui, usiamo la forza.

Qualcuno ha capito qualcosa?
Oramai siamo in piena dittatura, una dittatura che si fonda sul terrorismo psicologico e giudiziario e che non ha più alcun limite. Men che meno quello del buon senso.
Come avevano annunciato da tempo una serie di dissidenti sovietici, la mentalità comunista che lì è stata debellata si è impadronita totalmente dell’Europa occidentale e la sta paralizzando.
L’impressione è che nessuno abbia colto esattamente la portata di questo liberticidio e di questa sovversione antropologica ed esistenziale che non si riesce a comparare con nulla del passato; a stento, forse, con il pieno del Terrore giacobino e di quello sovietico. Che però furono forse più brutali ma alla fin fine meno totali e persino meno deliranti di questo a cui siamo confrontati oggi.
Che non se ne abbia percezione lo attestano le reazioni generali contrassegnate dalla contrapposizione tra chi tiene le parti dei criminalizzati e chi quelle dei criminalizzatori.
Per tutti, per gli uni e per gli altri, la scelta di campo dipende da quello che essi dicono o rappresentano. Sicché se per esempio ho antipatia per i gay sto dalla parte di Barilla e se mi sono simpatici sto contro.
Nulla di più sbagliato e demenziale.
Non ha alcuna importanza se si è favorevoli o contrari al matrimonio gay, se si è per o contro la reazione all’immigrazione di Alba Dorata, se si ritiene necessaria o meno la libera investigazione sull’Olocausto, se si pensa o no che le donne debbano servire a tavola o meno.
Non ha importanza se si ami fumare o meno, né se si ritiene essenziale o irrilevante stampare autonomamente valuta.
Tutto questo, nella contingenza, ha valore relativo. Quello che invece ha un valore assoluto è che si permetta a chiunque di affermare quello che pensa senza che sia perseguitato per il suo pensiero, qualunque esso sia.

Nel mondo
L’Europa – e l’Italia con una celerità particolare – sprofonda nel terrorismo dittatoriale e nella follia mutazionista. La libertà intanto si trasla altrove, in regioni, nazioni, paesi che prima avevano logiche satrapiche e autocratiche e che oggi godono di più ampie garanzie e partecipazioni di quante ne rimangano a noi.
Intanto una lezione ci viene dal presidente somalo che ci ricorda come laggiù si stesse meglio al tempo del fascismo. Anche l’Africa – dove persino da papà Kyenge è venuto un messaggio molto più autentico e rispettabile di quelli che c’invia sua figlia – palesa più buon senso e amor della libertà di quello che mostriamo noi.
Non è una primizia. Rammento negli anni settanta quando una delle tante riforme della scuola ispirate dalla libido sovvertitrice tolse praticamente di mezzo l’apprendimento del greco e del latino: nello stesso giorno un paese centrafricano li rese invece obbligatori nelle proprie scuole.
Buon fine settimana italiani ed europei.
Io non so che fine farà Alba Dorata ma so perfettamente che se non cambiate i vostri riflessi condizionati e la vostra passività psicologica e mentale per voi sarà molto peggio che un cupo tramonto.
Poi non prendetevela con i cinesi o con i marziani: se non avete cervello né palle i responsabili siete voi.

The call of your ancestors.

Heathens of Vinland

This is a video I made to promote Thulean Perspective and Ancestral Cult.
HailaR WôðanaR! – William G.

Edit: I have finished multiple translations of the video.

Deutsch

Français

Italiano

Español

Svenska

 

I want to thank Olivier, French Thulean Perspective, Llew, Andrea, Stefan, Aleksander, and Per for their help with the translations so far. You all have been a huge help.

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The Cancer Cure that Worked

In many see how the actual medicine overcame important barriers. The struggle against various types of cancer is proving more and more effective, as well as the advent of new drug technologies has eradicated some diseases that only a few decades ago were considered lethal.

The pharmaceutical lobby makes us believe how much they have at heart the welfare and health of each population, encouraging the development of new molecules so that anyone can find an ideal drug dealing any disease. The process leading to the creation of a drug is very long and expensive, but the alleged benefits they bring are far superior to any commitment, just like huge is the direct income into the pockets of these pharmaceutical companies. It’s convenient to point out how certain types of drugs possess effects such as to require the concomitant use of other drugs that often reports a long list of side effects and interactions that make the patient weak and susceptible to other diseases, as well as dependent to a wide range of medicines.

All of you shall know how in a scenario dominated pharmaceutical chemicals some physicians and scientist have distinguished themselves and carried out projects crowned with huge successes in the annihilation of a wide range of diseases (including cancer), and these goals have been achieved without the use of any type of medication.
One of these luminaries, which according to the local press in short-term should have been awarded with the Nobel Prize for Medicine, was named Royal Raymond Rife.

I invite you to take knowledge of the subject by, for example, these links:

The Forgotten Story of Royal Raymond Rife (documentary).

History of R.R.Rife.

The Rife Machine Report, pdf file with more advanced information on the mechanics of operation of the Beam Ray Machine that he conceived.

A correct view of the world we live in is subject to a fair and uncensored vision of modern history, and one of the most important chapters of it in science has been deliberately and viciously deleted from the records. In many around the world continue to die from diseases that, through the procedures described by Rife, could have been easily  deleted, and this figure is associated with dramatic intentionality on the part of pharmaceutical companies (which of course are supported by our corrupt governments) in poisoning concealed by therapeutic purposes.

To find more information you just need to google it, i’m almost certain that there will be informations in about any language.

La Cura per il Cancro che Funzionò

In molti vedono nella medicina attuale il superamento di molte frontiere. La lotta contro vari tipi di cancro va dimostrandosi sempre più efficace, così come l’avvento delle nuove tecnologie farmacologiche ha debellato alcune patologie che solo qualche decennio fa erano considerate fatali. Le lobby farmaceutiche ci fanno credere quanto a loro stia a cuore il benessere e la salute di ogni popolazione, favorendo lo sviluppo di nuove molecole cosicchè chiunque possa trovare un farmaco ideale nell’affrontare una qualsivoglia patologia. L’iter che porta alla creazione di un farmaco è molto lungo e costoso, ma i presunti benefici che questi portano sono di gran lunga superiori ad ogni impegno, così come lo sono gli immensi introiti diretti nelle tasche delle suddette case farmaceutiche. E’  opportuno fare presente come determinati tipi di farmaci posseggano effetti tali da richiedere l’utilizzo concomitante di altri medicamenti che spesso presentano a loro volta una lunga serie di effetti collaterali ed interazioni che rendono il paziente debole e suscettibile ad altre affezioni, nonché dipendente da una vasta gamma di medicine.

E’ bene sapere come in uno scenario dominato della chimica farmaceutica si siano distinti e distaccati degli scienziati che hanno concretamente portato avanti dei progetti incoronati con enormi successi nel campo dell’annientamento di una vasta gamma di patologie (tra cui il cancro), e questi traguardi sono stati raggiunti senza l’utilizzo di alcun tipo di farmaco.
Uno di questi luminari, che stando alla stampa locale dell’epoca sarebbe dovuto essere  insignito a breve del premio Nobel per la medicina, si chiamava  Royal Raymond Rife.

Vi invito a prendere conoscenza dell’argomento tramite, ad esempio, questi link:

The Forgotten Story of Royal Raymond Rife (documentario).

History of R.R.Rife.

The Rife Machine Report, file pdf con informazioni altamente specifiche sulle meccaniche di funzionamento della Beam Ray Machine da lui ideata.

Una corretta visione del mondo in cui viviamo è subordinata ad una corretta ed incensurata visione della storia moderna, ed uno dei più importanti capitoli di essa in ambito scientifico è stato volontariamente e viziosamente depennato dagli annali. In molti in tutto il mondo continuano a morire per patologie che, tramite le procedure descritte da Rife, sarebbero state facilmente annientate, e questo dato drammatico si associa all’intenzionalità da parte delle case farmaceutiche (che ovviamente sono supportate dai nostri governi corrotti) nell’avvelenamento celato da scopi terapeutici.

Per cercare ulteriori informazioni in merito sarà sufficiente consultare google, sono pressocchè certo che vi saranno informazioni in merito in qualsiasi idioma.

La Magia del Nostro Mondo

Thulean Perspective Italia

Secoli fa un uomo poteva avventurarsi in una grotta ed essere emotivamente, intellettualmente e spiritualmente toccato dalle incisioni rupestri sulle pareti delle caverne, che sembravano prendere vita grazie ai guizzi della torcia che teneva in pugno. Dunque lasciava la grotta con una nuova percezione dell’esistenza e con la sensazione di essere stato illuminato!

Nella nostra epoca veniamo costantemente bombardati da intensi stimoli sensoriali provenienti da ogni dove. Vediamo muoversi immagini tridimensionali, ci addentriamo in mondi virtuali e digitali ed ascoltiamo ogni suono immaginabile dalla mente umana. Sperimentiamo velocità estreme ed abbiamo i mezzi per scalare le vette più alte del nostro mondo. Voliamo sopra le nuvole e ci lanciamo da aerei che volano alti nel cielo, solo per poi planare in sicurezza fino al suolo. Eppure siamo annoiati a morte. I sondaggi mostrano che noi, moderni uomini e donne Europei, temiamo la noia più di ogni altra cosa. Oggi gli…

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Of Man and Nature

We only need to look the current “civilitazion” to understand how this won’t last long, or rather, we won’t be a part of it for much longer. All the core values of the flourishing European culture are now a distant memory because of social deprivation imposed by the toxic and polluting mediatic “brand jew” tide, combined with the political control that this one has achieved in the last century. What was originally identified as the primary purpose of our existence has been replaced by false idols, by small and momentary comfort that now appear to be necessary and essential in the passing of our lives.

Those among us who can see this degradation have the duty to preserve life in its original beauty, and being the man a mortal creature the only way to achieve this goal is the preservation of our future, whose face is that of our children. They are the first who need us to take position since they are the weakest. The mind of a child is like a small plant, whose green wood is extremely susceptible to conformational changes, and once the plant has grown crooked will be impossible to straighten. The cultural aberrations leads not only to the mere bastardization of our same ethnic group, but aim to make our children an easy target of violence and abuse from any source.


We have to look back to understand what we are. Mankind is constantly evolving and its nature can be identified as an evolutionary process. This deduction stems from the simple analysis in small of life itself. Life is a path that makes sense only when have clear its origin (the identification of a nucleus of birth, specifically the family) and its destination (the awareness of death, that is balanced by the ancestral call to procreation). Moving this vision into the existence of the present European man we can’t feel but guilty about how far are now the elementary concepts that our fathers and our fathers’ fathers have handed down to us. This is evidenced by the fact that from 2000 to 2005 Asia reported a population growth rate of 237,771 million, aswell in Africa this data amounted to 92,293 million, 38,052 million in Latin America, 16,241 million in North America, 1,955 million in Oceania, while Europe is the only one with a growth rate of population in negative (-3.264 million), and this number includes all the non-Europeans with European citizenship. Reflecting on these numbers using as a reference the basic principle of modern scientific method, the Novacula Occami (better known as Occam’s Razor: “With the same factors, the simplest explanation is to be preferred “) it’s plausible to infer that part of the Europeans have lost their instinct of procreation. About this we can speculate forever, but it’s certain that some events have caused the descent of procreation in the scale of values. In nature it’s known as the changes in the natural habitat of a species may affect the relative social behavior, and these changes can result in the suppression and slumber of the procreative nature that lies within each creature. Introducing new species or subspecies has often proved detrimental as much as the destruction the natural habitat itself.


If we want to delve even better in this aspect it must be remembered that the Human race is in itself “social”, as it’s in the nature of every man to congregate in groups, and within these often arises the more “deserving” elements whose role within the “herd” will be overwhelming. This taking of power is usually done in the name of “the survival of the fittest” law, where everyone has the right to challenge the depositary of charge in order to become the primary point of reference. One of the crucial points of being a leader is to preserve our own pack, being the first to go into battle and the last to retreat. Being a leader means Responsibility, a term that has now lost its meaning or, to put it better, it has only a “philosophical” value, and commonly a concept labeled as such can not be taken into account in the pragmatism of everyday life. I quote: “The term responsibility comes from the Latin respònsus, past participle of the verb respondere, that is answer, in a general philosophical meaning, commitment to respond, to someone or themselves, for their own actions and the consequences derived from it”. “To answer for their actions to someone or themselves,” and at present it is unclear how this “someone” is independently chosen from those who represent our communities, regardless of number and extent of beggars. I often say that “things are never only in a manner,” and I’m quite sure that this is one of the cases. It cannot be said that these leaders doesn’t take to heart their herd, but it is clear how these have favorites, protégés, subjects to defend and preserve ABOVE all other. The choice of these individuals is not made independently, but it is imposed by the environmental conditions. In this scenario, therefore, we see how the kinky introduction or removal of one or more elements may disrupt the society in question, losing the community orientation and forcing individuals to adapt to the new imposed conditions, and how these adaptations may be thousands as outcome of the immense interpersonal diversity in individuals of the same group/ethnicity, will certainly be others in a group in which there will be an entity, physical or not, intended to create thoughts and trends, to develop identity and to engender models. The subjects in this case will be indoctrinated and will slavishly follow the footsteps traced for them by someone else. Of course there will be many paths aswell, but those footsteps trod by more seems less fraught with dangers, thanks to the innate confidence that a man can have in his similar, concept that sees his reply in the natural sense of mistrust that a man feels towards a dissimilar. These are all natural paths, but if some alien entity marks a vicious trial, this will be crossed by thousands of unaware men who will give power and voice one another in affirming the sanctity of choice they’ve made. To understand how is really evolving a social reality is essential looking back to find comfort and strength in those that before us have heard and felt a strong connection with their original nature with their instinct. And it is the instinct the first to perish under the fierce brainwashing that affects every day thousands of Europeans of all ages, and its silent disappearance leaves room for otherness that have imposed their social path, which continues in being strenuously fortified. They will mark it in depth, place lights and embellishments so that always more of those unsuspeting men will be tempted to follow it, then they will simply make believe the community to be “free” to choose, but we know that the vast majority will choose the convenience, the inconsistent idea of fake security and well-being, of eternal life and eternal youth, hi-tech and scenic miracles. And in that context any other path can be wiped out, the traces can be erased removing aswell the chance for those who are keen to claim it, but in spite of this there will always be proud Europeans who refuse to behave as result of an existential process dictated angrily from these xenophilous and foreign entities. In these Europeans still burns the fire that strongly burnt inside our fathers, and this fire yield them as both rightful fathers and sons of our proud and everlasting Europe.

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